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Chi era l'Arcivescovo Ettore di Filippo

Ettore Di Filippo nacque a Civitella del Tronto, diocesi di Teramo - Atri, il 17 settembre 1922.

 

Compiuti gli studi ginnasiali nel Seminario vescovile di Teramo e quelli liceali filosofici e teologici nel Pontificio Seminario Regionale "San Pio X" di Chieti, è stato ordinato sacerdote il 15 luglio 1945.

 

Nel primo decennio di sacerdozio è stato insegnante di religione nel Liceo "Melchiorre Delfico" e nell'Istituto Tecnico "Vincenzo Comi" in Teramo, e parroco della piccola parrocchia di San Giorgio di Crognaleto. È ricordato per la grande carica d'umanità e per l'eccezionale profilo spirituale della sua missione.

 

È passato quindi al servizio dell'Apostolatus Maris alle dipendenze della Sacra Congregazione Concistoriale come cappellano degli emigranti, a bordo delle navi passeggeri, fino al febbraio 1965. Dall'aprile 1965 al settembre 1983 ha prestato servizio nella missione permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite di New York.

 

Ha frequentato la Scuola di Giornalismo presso l'Università Internazionale "Pro Deo" di Roma (1947-1950). Negli Stati Uniti ha studiato alla Fordham University di New York, dove ha conseguito il "Master of Arts Degree" (laurea) in Lingue Moderne (1968) ed in Teologia (1971) ed ha superato, nella stessa università, tutti gli esami per la tesi del dottorato in Storia delle Religioni. Aveva iniziata la dissertazione sul tema “L’albero sacro nelle religioni del mondo” quando fu chiamato all’episcopato. Mentre studiava alla Fordham University, ha rinsaldato alcune profonde amicizie con gli altri dottorandi a New York, tra i quali molti che hanno portato avanti una forte testimonianza morale e spirituale nel mondo accademico americano. Tra di loro: Dottore Robert Fastiggi, professore di ecclesiologia presso il Seminario dell’Arcidiocesi di Detroit; Dr. John Borelli, assistente al Presidente della Georgetown University per gli affari interreligiosi; Dr. Mary Evelyn Tucker, professore del pensiero eco-teologico alla Yale University; Dr. John Grim, professore degli studi dei Nativi Americani alla Yale University; Sac. Dr. Francis V. Tiso, ex-direttore associato dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Inter religioso della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti (USCCB); e Fratel Wayne Teasdale, noto professore a Chicago degli studi inter-spirituali, specializzato per il dialogo tra Cattolici e la mistica Induista.

 

Particolarmente versato nei problemi degli anziani, ha animato e finanziato l'Opera Pia Filippo Alessandrini, casa per anziani nel suo paese d'origine. Nel 1979 ha fondato l'organizzazione internazionale non governativa "Opera Pia International for Active Aging" che ha creato progetti in India, nella Filippine, nel Congo, nella Colombia, e in altri paesi per mantenere gli anziani attivi nelle loro comunita’.

 

Il 7 aprile 1983 è stato eletto vescovo delle diocesi di Isernia e Venafro e consacrato l'11 giugno dello stesso anno nella basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all'Aventino per le mani del cardinale Sebastiano Baggio, co-consacranti l'arcivescovo Giovanni Cheli (ufficiale per la Santa Sede presso le Nazioni Unite) e il vescovo Achille Palmerini (vescovo emerito delle diocesi di Isernia e Venafro). A Isernia, tra molte opere ancora attive, ha cercato con tutto il cuore di riavviare il seminario minore dopo il terremoto dell’aprile 1984. Ha invitato le monache benedettine di “Regina Laudis” a Connecticut, USA, di intraprendere vita monastica all’abbazia di San Vincenzo al Volturno, nel periodo dell’intensissimo lavoro archeologico sul sito ormai famoso in tutto il mondo. Ha rifondato la “Fraterna” in onore della santa memoria del co-patrono della citta’ d’Isernia, San Pietro Celestino, per continuare la tradizione della contemplazione e delle opere di misericordia nella Diocesi di Isernia-Venafro. Indimenticabile il suoi sacrifici per il restauro dell’Eremo dei Santi Cosma e Damiano a Isernia, e per l’accompagnamento pastorale del lungo e sofferto percorso di ricostruzione dopo il terremoto del 1984.

 

Eletto all'arcidiocesi di Campobasso-Boiano il 28 ottobre 1989 vi ha prestato servizio fino al 21 novembre 1998 quando si è ritirato nella sua terra natale dividendosi tra la piccola parrocchia Santa Giusta in Forca di Valle di Isola del Gran Sasso d'Italia e l'abbazia Santa Maria in Montesanto ubicata nel comune di Civitella del Tronto. Il 15 agosto 2001 è stato nominato rettore della medesima abbazia da monsignor Gervasio Gestori, vescovo di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, sotto la cui giurisdizione si trova il complesso monastico.

 

Con la denominazione “Largo Mons.Ettore Di Filippo” sarà intitolato lo spazio (Largo) antistante l’immobile sede della curia in via Mazzini a Campobasso al vescovo emerito di Campobasso –Boiano. Per il suo alto profilo biografico ma soprattutto la sua azione pastorale per essersi “distinto in ambito religioso” la giunta comunale di Campobasso per conoscenza, al Sindaco, ha chiesto di intitolare lo spazio (Largo) antistante la sede della curia vescovile, a Mons. Ettore Di Filippo, emerita figura, arcivescovo di Campobasso dal 28 Ottobre 1989 al 21 Novembre 1998, illustre personalità religiosa, che si è particolarmente distinto per la sua opera al servizio della comunità cittadina, come è spiegato nella delibera 265 del 01-12-2016. Sulla proposta di intitolazione votata a maggioranza dalla 4/a Commissione consiliare, è stato acquisito il parere positivo dell’attuale arcivescovo di Campobasso-Bojano, Mons. Gian Carlo Bregantini.

 

Sabato 17 dicembre 2016 alle ore 17:00 presso il Largo antistante la curia vescovile, in via Mazzini, 80 a Campobasso l’arcivescovo di Campobasso –Bojano mons. Bregantini presiedeva la cerimonia di intitolazione alla presenza del Clero diocesano, del vescovo di Sulmona –Valva mons. Angelo Spina, del Sindaco di Campobasso Antonio Battista di autorità civili, militari e dei fedeli della città.

 

Sono passati 10 anni da quando Mons. Ettore Di Filippo, arcivescovo emerito della diocesi di Campobasso – Bojano ha fatto il suo ritorno presso Dio il 18 dicembre 2006.

 

Arcivescovo di Campobasso-Bojano, è stato una presenza dinamica nel panorama diocesano e regionale degli anni '90. Un periodo segnato da cambiamenti in città e in regione, l'affacciarsi verso il secondo millennio rendeva frizzante di interessi e di nuovi orizzonti l'aria diocesana. Dallo spirito imprenditoriale, poliglotto, cultore di Dante e di Virgilio, era per anni cappellano sulle navi che conducevano gli emigranti in tutto il mondo. Mons. Di Filippo aveva lo sguardo della lungimiranza pastorale, cercando di applicare le metodologie pastorali che il Concilio Vaticano II proponeva al mondo cattolico per lottare contro un imperante secolarismo. Nella diocesi di Isernia-Venafro prima e poi in quella di Campobasso-Bojano fino alla fine del suo mandato pastorale, alle soglie del "grande" (come amava sottolineare) giubileo del Duemila, questo pastore si è adoperato in vari settori della vita regionale.

 

Dalla spinta propulsiva per la fondazione della sede dell'Università Cattolica nel Molise alla realizzazione del Centro di Ricerca e Alta Specializzazione che fu benedetto da Giovanni Paolo II, ai suoi tanti interventi in campo lavorativo e politico, Di Filippo è da ricordarsi per la sua caparbietà, tipica del suo carattere ereditato da Civitella del Tronto, nell'affrontare ogni situazione. Senza mai scoraggiarsi, prendeva di petto il problema, cercando aiuto e conforto nel clero diocesano. La visita in una giornata di marzo 1998, di freddo e di vento, del Santo Papa Giovanni Paolo II a Castelpetroso affianco al nostro carissimo Mons. Ettore rimane indimenticabile nella memoria di tutto il Molise.

 

Il rilancio della religiosità popolare, raccomandata da San Giovanni Paolo II, nelle Visita ad Limina della Conferenza Episcopale abruzzese molisana, è un altro ambito della sua missione pastorale in Molise. Celestino V, Santi Cosma e Damiano, San Vincenzo al Volturno, la Vergine Addolorata di Castelpetroso, San Giorgio, senza mai dimenticare tutte le figure di beati e santi che hanno costellato il cielo terso del Molise, hanno visto una nuova fioritura religioso-popolare grazie alla continua solerzia pastorale di questo presule. Il suo spirito organizzativo era rivolto, oltre che all'esterno, anche all'interno della diocesi. La sistemazione degli Uffici Pastorali, la cura e sollecitudine verso i giovani e i malati, la propensione verso i più deboli sono stati segni distintivi di una missionarietà estesa ai sacerdoti e ai fedeli, nell'esortazione ad aprirsi, ad essere misericordiosi come il Padre che accoglie tra le sue braccia il figliol prodigo.

 

Un’attenzione particolare ai nuovi mezzi della comunicazione sociale, di cui aveva sperimentato il peso e l'importanza nella sua missione all'ONU in America, a contatto con grandi comunicatori come il servo di Dio Arcivescovo Fulton Sheen, lo spinge ad istituire un Ufficio per le Comunicazioni Sociali attivo ed efficace, dotandolo di strumentazione propria e di personale qualificato. La sua sensibilità artistica si riversa nell'ideazione, attraverso i collaboratori di quel periodo, di varie manifestazione, in una Campobasso sonnacchiosa che non aveva ancora esperienze nell'organizzazione di manifestazioni tematiche. Una figura di animatore a tutto tondo, sempre presente, instancabile nella sua energia di uomo di montagna, come amava definirsi. Amava circondarsi di sacerdoti e di laici, in un fremente slancio organizzativo per rendere dinamica la diocesi e costruire nuove strategie pastorali. Riportando l'esperienza dell'Active Aging ha cercato di far comprendere l'importanza di essere attivi per vincere l'anzianità ed essere sempre a servizio della società. Giunto il periodo delle dimissioni ha salutato la diocesi e si è affidato alla Madre Santissima, rendendo viva fino alla sua partenza verso il cielo, l'abbazia di Civitella del Tronto, dove è tornato, in piena salute fisica, a svolgere il suo ministero pastorale. All’abbazia, l’arcivescovo emerito ha continuato gli incontri tra Chiesa e le professioni che furono perenne fonte della sua presenza pastorale da decenni. Inoltre, ha visionato un percorso, la “Via della Luce”, che doveva esprimere il significato culturale e spirituale della dichiarazione, “Nostre Aetate” del Concilio Vaticano II, sui rapporti tra la Chiesa Cattolica e le religioni del mondo. È morto il 18 dicembre 2006 e le sue spoglie mortali riposano nella chiesa di Montesanto mentre le tracce del suo operato sono vive nella regione Molise e ancora continuano a dare frutto.

 

Monsignor Ettore Di Filippo ci lascia il suo insegnamento, il suo esempio e l’entusiasmo con cui ha saputo vivere ed interpretare concretamente il Vangelo. Perciò, abbiamo dato il suo nome all’Associazione Dilettantistica Sportiva “Arcivescovo Ettore Di Filippo” alla nostra iniziativa tra Cantalupo del Sannio e Isernia. L’Associazione vorrebbe promuovere la formazione al lavoro per i migranti e per italiani disoccupati, per gli anziani e per i giovani. Inoltre, si occupa del dialogo interreligioso, la promozione culturale, la tutela del creato (l’ecosistema), e l’imprenditorialità in spirito di vero servizio al prossimo, vissuto come via verso la perfetta comunione con Dio.

 

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